Incanto

Ho sognato
il nero più
profondo
dando le spalle
ai colori del
mondo

Vittima consapevole
di un gioco tra le parti
ascolto una musica
che scivola
tra
le
mani:
armoniosa, nasce gentile
nell’incontro
tra due essenze

Ogni tocco narra
una diversa melodia,
note si
spandono nell’aria e
si perdono
nell’immenso bianco
dell’ampia schiena

E mi rifletto
in uno specchio
senza fondo
Pupille,
che vedono oltre l’oggetto,
incontro
e
accolgo

No, non voglio spezzare l’incanto
né squarciare il nero,
non posso fare uscire
i colori da l’arcobaleno

Odore d’amore
pianto mi assale:
il tuo toccarmi gentile
arriva tardi
tocca corde mai toccate
tocca suoni mai partiti
tocca sospiri mai ascoltati

Ho sognato
il nero più
profondo
per pulirmi l‘anima
dal desio,
coi capelli al vento
con le spalle al mondo,
d’abbracciare il vuoto

Senza macchie sulla pelle,
mi giro,
espongo il mio
seno
come atto d’amore
infinito

Nuda
con i capelli al vento
a lasciare scoperto il viso
affronto lo specchio e
dimentico il nero

E tu, guardami se hai coraggio!

Giovanna Fileccia24\4\2016

La Poesia Sculturata INCANTO alla mostra collettiva IN PECTORE, curata da Anna Balsamo e Vinny Scorsone.

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