Recensione di Maria Antonietta Sansalone alla poesia FIORE di MARE

Durante il recital La giostra dorata, che si è svolto al Castello di Carini il 27 dicembre 2015, ho chiesto alla poetessa e amica Maria Antonietta Sansalone di introdurre la poesia Fiore di mare. FB_20160711_09_43_51_Saved_Picture<<Prima di passare alla poesia in sé, vorrei premettere che ogni opera poetica, come qualsivoglia testo scritto, si muove autonomamente rispetto alla mente dell’autore, che l’ha prodotta, e accompagna il lettore in un viaggio parallelo all’interno di parole, le quali cedono e prendono dallo stesso lettore significati, collegandosi ai vissuti di chi legge.
Per questo motivo, trovandomi a leggere questo testo poetico di Giovanna Fileccia “Fiore di mare” ho colto significati, collegati alle mie emozioni e alle mie esperienze cognitivo-affettive, suscitate in me sia dallo scorrere poetico dei versi, sia dalle singole parole scelte dall’autrice per comunicare il proprio sentire.
A iniziare dal titolo la parola fiore mi riporta all’idea di bellezza, di colore e di profumo, insieme a quella di propensione alla vita e di ricerca di vita, espressa dalla natura per perpetuarsi.
Ma il fiore, richiamato da Giovanna nella sua opera, ha una specificità unica, non è un fiore qualunque, ma un fiore di mare, il quale nell’immaginario poetico, e non solo, vive in un ambiente insolito per un fiore. Colora di bellezza i fondali marini, rimanendo attaccato alle rocce o lasciandosi trascinare dal moto ondoso; se ne sta in attesa di essere colto, non da tutti però, ma solo da chi possiede determinate attitudini capaci di creare stati di unione simbolica con la natura stessa.
Nel procedere del verso della nostra autrice, il fiore di mare, una volta colto, sembra possedere la grazia di donare vita, luce, amore. Inoltre in ogni strofa di questa poesia, mi sembra di percepire il perpetuarsi di una sorta di celebrazione rituale: l’autrice, infatti, nella ricerca e raccolta del fiore di mare, ritrova ogni volta amore da parte del fratello, del padre, della madre, della sorella, amore capace di soddisfare i bisogni dell’anima e ricreare in lei ulteriori spazi-tempi di vita.
In questo senso, il fiore di mare, cresciuto tra gli scogli dei fondali o portato dalle onde sulla spiaggia, nell’atto di essere raccolto si fa metafora d’amore ed è necessario alla propagazione della vita, vista come dono e nello stesso tempo come atto del donare e del donarsi.
Ed è per questo che alla fine di questa mio dire auguro a tutti noi di trovare tanti fiori di mare e di coglierne l’essenza che gli stessi sapranno donarci. >>
Maria Antonietta Sansalone

FIORE DI MARE

Ti colsi quando la notte
non sta in cielo né in terra e
il buio è mio fratello che mi abbraccia.

Ti colsi quando il giorno
giocava a correre col vento e
la luce è mio padre che mi parla.

Ti colsi, fiore di mare,
quando spuntasti dalla sabbia e
il mare è mia madre che di me è pregna.

E ancora ti colgo, fiore di vita,
quando l’acqua piove sul mio petto e
il tempo è mia sorella che mi cammina a fianco.

(Giovanna Fileccia, poesia tratta da La Giostra dorata del Ragno che tesse)

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