Estratti di 41 recensioni alle pubblicazioni di Giovanna Fileccia

Di seguito riporto gli estratti di 41 recensioni.

Ringrazio sentitamente i critici letterari, poeti, scrittori ed esperti d’arte e di cultura, che si sono occupati della mia scrittura e della mia Poesia Sculturata tra cui:

Maria Elena Mignosi Picone, Maria Antonia Manzella, Salvatore Maurici, Mariantonietta Mangiapane, Lidia Vitale, Giuseppe Ruffino, Silvio Grisafi, Francesca Currieri, Agata Gaglio, Calogero Catania, Sandra Guddo, Giovanni Matta, Rosanna Maranto, Vincenzo Corona, Francesco Billeci, Valentina Grazia Harè, Francesco Ferrante, Veronica Giuseppina Billone, Pippo Oddo, Caterina Vitale, Maria Rita Mutolo, Anna Barone, Cinzia Finocchiaro, Maria Antonietta Sansalone, Martina Emanuele, Vinny Scorsone, Silvio Ruffino, Vincenzo Cusumano, Giacomo Randazzo, Salvatore Mirabile, Sebastiano Tusa, Alessandra De Caro, Salvo Galiano, Pippo La Barba, Palma Civello, Santa Franco, Evelin Costa, Patrizia Iovine, Federico Baldini, Sara Missaglia, Luca Calvino, Myriam De Luca, Emilia Ricotti, Sara Favarò, Stefania Balsamo Cinzia Romano, Rosario Sanguedolce, Domenico Sinagra, Adriana Fresina, Maria Patrizia Allotta, José Russotti, Antonino Schiera, Rosario Loria, Chiara Fici, Marianna La Barbera, Piero Pirillo, Graziella Catalano, Mimma Raspanti.

Un caloroso ringraziamento a tutti

Giovanna Fileccia

Estratti di recensioni a SILLABE NEL VENTO, Ed Simposium 2012:

“Giovanna Fileccia non è di certo una poetessa monotematica, le sue argomentazioni poetiche, spaziano in molti campi emozionali. Tra le poesie dell’Autrice, troviamo spunti filosofici sull’illusione della grandezza umana di fronte all’eternità “Metafore”. Il desiderio dell’Autrice di donare emozioni trova il messaggio più grande nella poesia che dà il titolo a questa raccolta “Sillabe nel vento”.” Veronica Giuseppina Billone dalla Prefazione

“E’ una poesia, quella della F., immediata e schietta. E’ sicuramente introspettiva, ma in se stessa l’autrice trova la strada per spiegare e raccontare il mondo, dal suo punto di vista che può essere condivisibile o no, ma ad ogni modo pur sempre affascinante”. Francesco Ferrante

“La poesia di G.F. è abbastanza complessa nella sua semplicità: i versi si ammantano di filosofia, psicologia, anche geometria; Ha uno stile che esprime un grande pregio che è dello scrivere: la sintesi. La sua poesia è anche originale sia per il contenuto che per la forma. L’andamento dei versi talora si distacca dagli schemi convenzionali e fluttua libero nel foglio in un movimento ondoso quasi a seguire i palpiti del cuore.” Maria Elena Mignosi Picone

“Il messaggio dell’autrice va verso la valorizzazione dello spazio temporale che circoscrive la nostra vita. La natura ci ha reso padroni e artefici del nostro tempo, è necessario appropriarcene, dedicando uno spazio alla nostra crescita personale e spirituale”. Francesca Currieri

“Risalta la creatività là dove le poesie vengono assemblate in modo informale, in cui la disposizione fisica delle parole nei versi caratterizzano fortemente le sue opere”. Calogero Catania

“Ho trovato la sua poesia un’originale immersione nel profondo da parte di una ballerina aggraziata”.
Valentina Grazia Harè

Estratti di recensioni a LA GIOSTRA DORATA DEL RAGNO CHE TESSE, Ed. Simposium 2015:

“La concezione del mondo e della vita e il geniale linguaggio espressivo di Giovanna, letterario e plastico-figurativo, fanno sì che il suo estro inventivo sia fatto di poesia, armonia ritmica e cromatica, fabbrilità creativa di rara ricercatezza.” Giuseppe Oddo dalla prefazione “Giovanna Fileccia e la Poesia Sculturata come ricerca e tessitura del destino umano “

“La Poesia Sculturata di G. ci coinvolge, ci emoziona, ridesta in noi echi armoniosi. Le sue emozioni diventano le nostre, perché lei in tutto quello che fa o che compone, mette cuore, anima, intelligenza, intuito, amore, passione.”
Maria Antonia Manzella

“Nel momento in cui la Fileccia si espone, liberandosi dal retaggio culturale, e manifesta al pubblico la sua arte poetica e i suoi sentimenti, regala il suo impegno sociale e culturale a tutta la comunità. Questo suo coraggio unito alla sua capacità artistica è un invito agli altri a mettersi in gioco.” Giangiacomo Palazzolo

La poesia è una delle più alte ed efficaci espressioni dell’attività umana. Nelle poesie di G. F. c’è un sodalizio, quasi una fusione tra lei e la natura, come se la natura tutta sia tra le sue braccia e lei l’accolga proteggendola.”
Gianni Serughetti

“G. è una persona spontanea che non scade nella banalità. Quello che colpisce in lei è il contrasto apparente tra la sua figura fragile e delicata, il suo spessore umano, poetico e letterario, e la sua personalità forte.”
Maria Antonietta Mangiapane

“A me le opere di G. piacciono, dico opere e intendo poesie ed immagini che le illustrano, versi e grumi di sabbia che si sposano e si ricompongono con quanto il mare ha restituito alla terra, riportano alla memoria le opere di Maria Lai.” Salvatore Maurici

“Ciò che porta G.F. ad esprimersi attraverso questo originale genere artistico, “la Poesia sculturata” è un affascinante e sensibile talento poetico. Come per magia G. riesce a fondere la sfera delle idee e dei sentimenti, con quella tangibile della realtà, dando vita ad un vero e proprio “mondo parlante”. Maria Rita Mutolo

“Le poesie di G.F. riempiono il cuore. L’autrice riesce a raccontare condizioni e drammi universali. “Mizuke, “Guscio di lumaca”, “Orme”, “Tripudio”, “Clessidra”, “Un Giorno qualunque”, “Desiderio d’allegria” sono solo alcune delle poesie contenute nel libro ma da sole bastano per cercare di afferrare l’anima inquieta e dirompente dell’autrice, la sua inesauribile voglia di vita e di lotta.” Vinny Scorsone

“Giovanna, forse, un po’ come il ragno, a volte mente, a volte svela, ma sempre racconta di valori e di emozioni. Esprime la gioia di vivere, il senso della perdita, il vuoto. Esprime soprattutto la trasformazione del dolore e racconta così, in modo semplice, il senso del vivere come liberazione, come bisogno di pensare chi siamo, il bisogno di esserci e condividere.” Caterina Vitale

“Giovanna è una poetessa originale, se vogliamo anche dotata di un pizzico di follia, di quel genio creativo che va sempre alla ricerca di nuove soluzioni; d’altra parte il Pensiero divergente non si accontenta di itinerari già tracciati, di strade già battute né di schemi prefigurati. Ella è una poetessa nuova che è sorretta da una solida intelaiatura filosofica in continua evoluzione.” Sandra Guddo.

Estratti di recensioni a “MARHANIMA, testo poetico e opere tridimensionali di Poesia Sculturata” Ed Simposium, 2017:

“Giovanna Fileccia scandaglia le profondità dell’animo umano. Oltrepassa i limiti filologici imposti all’archeologo e vaga per gli universi infiniti del pianeta blu dandoci l’opportunità di comprendere ciò che la scienza non riesce a capire: la meravigliosa poesia del mare”. Sebastiano Tusa dalla prefazione “Marhanima il grande blu”

“E’ stata una magica atmosfera quella che si è creata all’incontro per la presentazione del libro di Giovanna Fileccia a Ustica che, come una Sirena, ci ha incantato. E come un ragno che tesse la sua tela, l’artista parola dopo parola, sorriso dopo sorriso, con la sua delicata voce, ha “ricamato” la sua, costruendo un filo invisibile che ci ha “legato” per sempre.” Alessandra De Caro dalla prefazione “Uno scrigno di emozioni “

“In MARHANIMA di Giovanna si sente l’energia del mare, la si percepisce “fisicamente”, una energia che penetra le molecole, che non si esaurisce. E anche le poesie sculturate, composte con materiale che hanno a che fare con il mare, procurano la stessa intensa sensazione di una appartenenza a quel mondo. Non a caso “Marhanima” ospita i contributi del Soprintendente del Mare Sebastiano Tusa, del Dirigente della Soprintendenza, Architetto Alessandra De Caro, e della Psicoterapeuta Caterina Vitale.” Pippo La Barba (Unicult.it)

“La scrittrice in ci offre un percorso originale e creativo in un divenire narrativo che coniuga in sé due stili linguistici diversi, sapientemente intrecciati; la prosa e la poesia si confondono, diventano racconto di un mare emozionale, intimo, introspettivo, ma nello stesso tempo un luogo senza confine, inesplorata meta di un’umanità pronta a farlo divenire “nuova strada”, metafora di una vita nuova ancora tutta da esplorare.” Santa Franco

“In Marhanima si genera un legame indissolubile tra l’animo umano e l’animo del mare, la cui voce profonda risuona dagli abissi raccontando storie e memorie di vita, morte e rinascita. L’ autrice cerca la propria speranza individuale e al contempo universale in un’idea di resurrezione “Rinasco Marhanima partorita dal mare” ed auspica un patto tra l’uomo e la terra “non più odio, non più violenza, non più speranza ma certezza”. Evelin Costa

“I versi di Giovanna Fileccia diventano prosa trasformandosi in musica del pensiero, così come il canto è la musica della parola. Le trame delle opere tridimensionali di Poesia Sculturata di Giovanna sono contenitori attivi come metafora di anfore degli antichi greci e le parole espresse -recitate- in prosa diventano fonte d’informazione identitarie tra i popoli del Mediterraneo. I versi nel libro Marhanima non hanno paura dell’acqua perché i movimenti accompagnano l’anima nelle profondità marine immense, è un viaggio, nel profondo pianeta blù, che non finisce.” Salvatore Galiano

“La sua poesia, talvolta rivela, talvolta nasconde il significato esplicito della materia, costringendo il lettore a cercarlo nel luogo dell’originalità che contraddistingue tutte le opere dell’autrice che siano in versi o in prosa. Saggezza ed equilibrio si fondono in un pensiero libero da qualsiasi convenzione e pregiudizio morale e sociale. I versi di MARHANIMA sono aperti ad ogni ipotesi. Tambureggiante, si addensa la ricerca di un’identità che scava oltre le apparenze e sembra avere sempre una direzione ben precisa: la sua anima.” Myriam De Luca

“Si respira l’indicibile odore del mare, il suono dell’onda si percepisce nettamente, si avverte perfino il sapore dell’acqua salata degli abissi in questa significativa raccolta poetica che appare come conchiglia perlata attraverso la quale – come per incanto – è possibile cogliere simultaneamente il reale e l’eventuale, il fisico e il trascendente, il finito e l’incommensurabile, la vita e la morte, il bene e il male, il contingente e l’Assoluto.” Maria Patrizia Allotta

“Il mare è l’elemento cardine della struttura narrativa di MARHANIMA che, nel suo dispiegarsi all’interno delle pagine del libro, tocca diversi temi quali, ad esempio, l’amore per il mare stesso, per gli elementi naturali, per le creature che lo popolano, per la vita in generale. Ma Giovanna Fileccia non si ferma qui e come l’antesignana di Greta Thunberg descrive nei sui versi la sofferenza del mare spesso violato dal cemento e dall’”olio nero”. Antonino Schiera

“Non è facile restare indifferenti di fronte alle opere di Giovanna, le spirali, i cerchi, la sabbia e i fili rievocano inevitabilmente le antiche immagini dei mandala. Ogni Poesia Sculturata ha un “centro” rappresentativo di uno spazio mentale, da cui partire o a cui arrivare dopo un vero percorso interiore. Guardarle è come viaggiare in territori sconosciuti, verso l’autentica conoscenza di sé, seguendo una mappa ricca di immagini e significati. In Gocce il centro è fatto proprio da uno specchio che emana e attrae luce.” Caterina Vitale dalla Postfazione “Opere che tracciano il sentiero della conoscenza”

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Estratti dei commenti a SCOSSA MONOLOGO attualmente inedito premiato al 1º posto al concorso Va in scena lo Scrittore, FUIS ROMA:

“La giuria ha deciso di premiare l’autrice che ha il merito di aver mostrato il cuore vivo e palpitante della protagonista, carico di sentimenti. Interessante anche l’associazione con i dipinti di Salvador Dalì, immagini surreali che sembrano sfilare tra i rintocchi funebri di orologi divorati da un tempo assassino.” Patrizia Iovine Giurata Concorso FUIS

“A mio avviso ogni opera artistica dovrebbe “dare emozioni”. Qualsiasi tipo di emozioni. Questo monologo è commovente, puro, crudo ma anche leggero, pieno di umanità. Non ho potuto fare a meno di immedesimarmi nella giovane protagonista pur non avendo avuto, per mia grande fortuna, un’esperienza così drammatica.” Federico Baldini Giurato Concorso FUIS

“Un monologo dall’alto valore letterario che Tu, da grande artista quale sei, hai dotato di quella forza creativa che affascina e coinvolge. Sono fiera che una iscritta FUIS della Sicilia sia riuscita a vincere l’importantissimo concorso nazionale, indetto dalla FUIS di Roma, ed al quale hanno partecipato scrittori di chiara fama.” Sara Favarò Delegato FUIS Sicilia

“Intenso, sofferto, equilibrato il monologo di Giovanna Filaccia, di sicuro impatto emotivo privilegia un ritorno alla vita pur tra le macerie di un disastro, espressione del suo canto alla forza della vita.” Emilia Ricotti

“Il 22 Settembre a Labirinti Ideali di Terrasini Giovanna Fileccia si è esibita in una recitazione mozzafiato di “SCOSSA” accompagnata dalla chitarra e da una videoproiezione magistrali. Cogli l’anima? Si, Giovanna ha tirato fuori la sua spargendola nella sala; tutti abbiamo avuto il privilegio di coglierne un gran pezzo. E’ stato un gran momento di transfert emotivo che Giovanna ha saputo trasferire a tutti i presenti.” Rosario Sanguedolce

“Una donna “tutta fuori” (modella, apparenza, esteriorità) che si vede proiettata improvvisamente “dentro” se stessa dall’imponderabile. Il guscio di terra e di detriti che l’avvolge la costringe a pensare, a soffrire, ad amare, a riconsiderare le relazioni, a passare al vaglio i rapporti. “SCOSSA” è un grido struggente che coinvolge, che invita a riconsiderare il valore della vita. Grazie, Giovanna, per questa salutare provocazione.” Domenico Sinagra

L’energia che sprigiona Giovanna Fileccia quando recita questo splendido monologo é pari a quella che si avverte negli spazi aperti che guardano il mare verso un tramonto che non si vede ma c’è.
Ci si immerge nelle parole, rimanendo sospesi in una altalena di emozioni molto forti e coinvolgenti per un evento che riteniamo improbabile possa colpirci.
La capacità della Fileccia di immedesimarsi nel personaggio della protagonista è sorprendente:
Riesce a rendere reale ciò che nasce da una invenzione letteraria
Ma che scaturisce purtroppo da una recente amara verità.
Quest’opera scuote è scava nella nostra anima è fa meditare sulla condizione personale di ogni spettatore.
Contemporaneamente alla commovente recitazione di Giovanna le problematiche di PAOLA si avvertono con una immediatezza che penetra nel nostro comune quotidiano, nei nostri falsi bisogni, nella banalità delle nostre convinzioni. Cinzia Romano La Duca 2019 Rivista “Il Salotto degli Autori” TORINO.

“L’autrice siciliana riflette e fa riflettere con spirito leopardiano su uno dei tanti fenomeni verso cui l’uomo è impotente. Si serve di una parete bianca sulla quale vengono proiettate le immagini di Amatrice in quel giorno di quell’agosto di quel 2016, prima e dopo la catastrofe, sulle note di Cinzia Romano La Duca. Veste ora i panni di Paola, ventenne e modella, che vede la sua vita ribaltarsi, tremare come il suolo sotto i suoi piedi, ora circondata soltanto da macerie fonoassorbenti. Di fronte alle conseguenze di una terra ammiccante, come teneramente la definisce l’autrice, Paola rivede la sua vita dall’alto in tutte le sfaccettature che prima non aveva considerato. Vive una seconda volta in ricordi cristallizzati tra una richiesta d’aiuto e un’altra mentre le immagini dietro di lei si deformano nelle tele di Dalì. Aneddoti divertenti, altri meno; un tempo che poteva essere speso meglio oppure solo diversamente, meglio ancora risparmiato per un futuro che adesso è incerto. Non esiste futuro, nel monologo di Fileccia, solo un presente intrappolato e incredibilmente pesante, contornato di speranza di cui c’è ancora tantissimo bisogno.” GIOVANNI MOREDDU Critico Teatrale di SIPARIO, MILANO

Estratti di commenti e recensioni a OGGETTI IN TERAPIA, edito da Scatole, 2019:

“Romanzo assolutamente geniale. Ottima la scelta di Giovanna Fileccia alternare diversi narratori. Efficace l’idea di intervallate più oggetti durante la terapia, e anche la trovata dei rintocchi è molto funzionale a non far durare troppo gli interventi dei vari oggetti. Siamo messi di fronte al nostro bisogno compulsivo di comprare oggetti sempre nuovi, portati a riflettere sul rapporto con cose che pensiamo sempre di poter ricomprare, e a cui, troppo spesso, non attribuiamo il giusto valore. Tutto questo è affrontato con uno stile semplice e fluido, sempre chiaro e mai noioso o complesso. Gli oggetti parlano come esseri umani, ognuno con le sue peculiarità caratteriali e stilistiche. Tale scorrevolezza rende l’opera adatta a giovani e adulti: tutti i lettori possono trarre i giusti insegnamenti e riconoscersi tra le pagine. Luca Vetrano (Agenzia Talento Letterario)

“Gli “Oggetti in terapia” sono disposti in cerchio attorno al medico psichiatra espongono ciascuno i propri disagi, e nella spontaneità e nella naturalezza con cui si confidano dinanzi a tutti gli altri, manifestano i loro drammi. Un accostamento, dicevamo, viene spontaneo fare con Luigi Pirandello, e in particolare con l’opera “Sei personaggi in cerca d’autore”. Romanzo originale nella impostazione e nella struttura, e poi anche attuale. Giovanna possiede l’ingegnosità. Basti pensare alla Poesia Sculturata, di sua invenzione, in cui dà sfogo alla creatività ricorrendo alle cose, tanto spesso della natura, le più semplici, le più umili: la sabbia, il cartone, le conchiglie, e così via. Ricordiamo che vive a Terrasini, paese di mare. Nella Poesia Sculturata ella da un’idea, da una ispirazione poetica, con abilità manuale, crea una cosa bella, fantastica, anche estrosa.” Prof.ssa Maria Elena Mignosi Picone (Relatrice presentazione a Palermo – Io e il Tutto che mi attornia)

“Nel romanzo “Oggetti in terapia”, pubblicato da Scatole Parlanti-Alter Ego, Giovanna Fileccia, con grande acume creativo, inventa una storia che ha come protagonisti comunissimi oggetti della vita di tutti i giorni. Con uno stile letterario enfatico, che richiama il teatro dell’assurdo di Ionesco, immagina che uno psichiatra affermato, tale Armando Fieravalli, ritrovi per caso un’agenda in cui sono dettagliatamente descritte patologie psichiche che aggrediscono non persone, ma oggetti.” Giornalista Pippo La Barba (Inchiesta Sicilia)

“In OGGETTI IN TERAPIA Giovanna Fileccia trasforma un grigio studio medico in un circo delle meraviglie, nel quale gli oggetti della fiaba iniziano a muoversi, a ribellarsi ai padroni, a vivere vite parallele, indipendenti. La dicotomia tra oggetti ed esseri umani inizia con la psicoterapia in cui i soggetti parlano per interposta persona, ovvero attraverso gli oggetti personali, rivelatori dei loro malesseri, ma in modo a volte brillante e divertente.” Prof. Salvatore Maurici (l’Araldo)

“(…) Vi starete chiedendo cosa c’entra l’opera “Il pensiero laterale” del Dottor Edward De Bono, considerato una delle massime autorità del pensiero creativo, con il libro “Oggetti in terapia” della scrittrice Giovanna Fileccia, oggetto della recensione? La risposta sta nel fatto che Giovanna Fileccia è una scrittrice, o tessitrice di parole come l’ho definita in una nostra conversazione, che ha assurto la creatività a ruolo primario e fondamentale nella sua esistenza, a maggior ragione quando scrive un libro. “OGGETTI in TERAPIA” narra una situazione surreale ed originale, che rivela ai lettori l’abilità dell’autrice nel dare vita agli oggetti e nell’attribuire loro un’anima, che esprime preoccupazioni, sentimenti, disagi tipici di noi umani.” Poeta Antonino Schiera (Riflessioni d’autore)

“(…) Attraverso un percorso di terapia che vede protagonisti oggetti di ogni tipo (frigorifero, divano, specchio, lavagna, cellulare, cintura, penna, automobile ecc …) l’autrice ci mette con le spalle al muro “costringendoci” ad analizzare ciascun elemento chiave della nostra vita quotidiana.
Giovanna Fileccia, con il suo stile elegante, scorrevole, semplice ( ma mai banale) riesce a dare vita a pensieri nascosti, sommersi, dimenticati , pur essendo ogni giorno protagonisti della nostra esistenza. (…)” Alessandra Di Girolamo (Gli amici delle emozioni)

“(…) L’aspetto che più voglio ancora sottolineare -perché mi sembra il piatto forte di questo pranzo- che si legge tra le righe continuamente è la capacità da parte dell’autrice di sapersi mettere dalla parte dell’altro ed è così forte da scombinare le leggi della fisica, addirittura sposta il suo baricentro, esce fuori dal margine, sta per cadere, per perdere l’equilibrio ma con quel guizzo di pura creatività, si sposta nel vuoto come un funambolo. La scrittura di Giovanna è semplice, scorrevole ma profonda. (…)” Prof.ssa. Graziella Catalano (Relatrice presentazione a Terrasini)

Qui tutti gli articoli del Blog di Giovanna Fileccia “Io e il Tutto che mi attornia”

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