I miei libri. OGGETTI in TERAPIA. Recensione di Alessandra Di Girolamo.

Un libro sorprendente, geniale, innovativo che promuovo a pieni voti.Così inizia la poetessa Alessandra Di Girolamo. La ringrazio moltissimo per questa sua attenta e sorprendente recensione al mio romanzo OGGETTI in TERAPIA edito da Scatole Parlanti, nella collana Voci. A voi buona lettura Giovanna Fileccia

Foto di Alessandra di Girolamo
Alessandra Di Girolamo e io. Presentazione di OGGETTI in TERAPIA a Torre Alba, Terrasini. Agosto 2020

Un libro sorprendente, geniale, innovativo che promuovo a pieni voti.
Un’idea brillante quella dell’autrice di dare la possibilità di avere un’anima anche alla materia inanimata. Attraverso un percorso di terapia che vede protagonisti oggetti di ogni tipo (frigorifero, divano, specchio, lavagna, cellulare, cintura, penna, automobile ecc …) l’autrice ci mette con le spalle al muro
“costringendoci” ad analizzare ciascun elemento chiave della nostra vita quotidiana.

Giovanna Fileccia , con il suo stile elegante, scorrevole, semplice (ma mai banale) riesce a dare vita a pensieri nascosti, sommersi, dimenticati, pur essendo ogni giorno protagonisti della nostra esistenza.

Tra un orologio a pendolo (che rappresenta il nostro terapeuta, colui il quale avrà il compito di scandire il tempo per ogni seduta di gruppo) e una penna a sfera che avrà l’incarico di trascrivere il resoconto dei
“pazienti” si arriverà alla consapevolezza di quanto l’essere umano necessiti di cambiamento e, soprattutto, di quanto lo stesso essere umano ignori ciò che quotidianamente vive senza riuscire a cogliere in pieno l’essenza di questo vissuto.

Ho apprezzato molto l’analisi accurata che la scrittrice ci delinea sull’importanza della mancata importanza destinata alle cose semplici e vere. Si delinea il profilo di una famiglia imprigionata nelle proprie abitudini. Ragazzi e genitori inchiodati per ore davanti a un televisore dimenticando del tutto il concetto di unione. Così ci ritroviamo ad ascoltare le denunce di quel povero divano, costretto a sopportare tutto il giorno la presenza di familiari estranei che mangiano tutto il giorno pur di dare un senso al loro tempo. (Interessanti riflessioni sullo stile alimentare).

Ma assistiamo anche alla delusione di uno specchio che è costretto a vivere nella solitudine, lontano da luoghi verso i quali vorrebbe affacciarsi e invece si ritrova chiuso in bagno a sopportare tante “maschere” inconsistenti.
(Corpose riflessioni su adolescenti attaccati a inutili stereotipi).

Dalle confessioni di ciascun oggetto si percepisce quanto malata sia la nostra società! Apparire solamente, non riuscire a vedere nulla oltre il proprio naso, non apprezzare la vita per quello che è!
(Intense riflessioni su un mondo tecnologico che “ruba” la fantasia).

Leggendo queste pagine, il lettore avverte il bisogno di fermarsi un po’ e guardarsi attorno, perché proprio attorno a noi dovremmo vedere riflessa la nostra anima.

Attraverso le parole di una lavagna (da anni ospitata in una scuola elementare) ci si rende conto che sono proprio i bambini l’unica nostra speranza. Loro, con le loro risate contagiose, sono quel valore aggiunto per la società. Rapporto alunni insegnanti, genitori e figli rappresentano parole chiave per questo libro.

Gli oggetti vivono all’interno di una famiglia, vivono con una famiglia, per un famiglia e sono loro adesso a prendere posizione e a ribellarsi affinché gli stili di vita possano abbracciare altri orizzonti.

Faccioi complimenti all’autrice che mi ha praticamente incantata con queste sue 112 pagine. Secondo me questo libro potrebbe avere riscontri sorprendenti anche nel grande schermo, proposto sia per un pubblico adulto ma anche per i più piccini.
In fondo tutto comincia e prende forma proprio dai bambini, come sottolinea più volte la scrittrice.

CITAZIONE
Si dottore sarò breve. Allora, ecco i fatti nudi e crudi: l’ultima domenica in cui siamo usciti, i nostri proprietari hanno iniziato a litigare già da subito e hanno continuato a offendersi e rimbeccarsi per tutta la giornata. Io e la mia compagna eravamo infastiditi dal loro atteggiamento: uscivamo da garage una volta ogni tanto, perciò volevamo armonia attorno a noi, e non certo parolacce offensive”.


RECENSIONE A CURA DI Alessandra Di Girolamo ©

Volete acquistare il romanzo OGGETTI in TERAPIA oppure già l’avete letto e volete leggere gli altri libri di Giovanna Fileccia? Bene! Scrivete all’indirizzo email: sillabenelvento@gmail.com

Qui gli altri articoli del mio blog “Giovanna Fileccia Io e il Tutto che mi attornia”

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