Poesia. Orme

Di Giovanna Fileccia

ORME

Non sono un uccello
dal becco appuntito
ma un errore
che migra
seguendo la scia
di un’onda marina
che mi conduce
verso ignota Terra.

Lasciano orme di sangue
i miei piedi nudi:

rimarranno
all’alba
e anche
al tramonto
né scompaiono
se sfuggo da me stessa.

Estranea
in Terre di passaggio
vorrei svanire
tra le onde dell’esserci,
tra i colori del piangere,
tra i dolori del vivere.

Ma è prepotente
l’esigenza del respiro;
ho bisogno d’aria pura
per scordare
le macerie
che ho lasciato:

pezzetti ricomposti
di corpi nudi
sotto cieli sporchi
d’aria opaca
lorda di bruttura
che
sangue
innocente
infetta.

Non mi attendono
fiori allo sbarco;
sono un errore
abortito dalla Terra
e
cavalco la corrente
della speranza.

Non sono un uccello
dal becco appuntito
ma
una donna errante
che anela
tre
parole
solamente:
“Benvenuta
Sorella
Migrante”.

Giovanna Fileccia

Da La Giostra dorata del Ragno che tesse-Ed.Simposium 2015

Qui tutti gli altri articoli del mio sito/blog Giovanna Fileccia Io e il Tutto che mi attornia

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