Scrivono di me. Marhanima e la Poesia Sculturata, Recensione di Vincenzo Sacco

POEMA DI VERSI Marhanima (2017) è un poema di circa 600 versi diviso in 22 strofe. Ogni strofa è introdotta da un breve brano in prosa e da un’immagine a colori. Il sottotitolo precisa: “Testo poetico e opere tridimensionali di Poesia Sculturata”. Giusto per farsi un’idea, la copertina del volume è composta dall’immagine “Riva Trappeto”, scattata dall’autrice, che si interseca con il particolare di una sua scultura, “Utero della Terra: Marhanima“, tratto dall’omonima poesia contenuta nella presente antologia.

L’autrice Giovanna Fileccia, qui al suo terzo libro, è un’artista poliedrica, a tutto tondo: la Poesia Sculturata è infatti un neologismo che indica il suo modo singolare di unire la poesia alla materia, poesie tridimensionali per l’appunto, una nuova forma d’arte da lei inventata. Non solo scrittrice di prefazioni e recensioni, fiabe, racconti e poesie in lingua e in dialetto siciliano che hanno vinto premi letterari e concorsi artistici, la Fileccia è anche una performer di recital, organizzatrice di eventi culturali e realizzatrice di cucito artistico per la casa. Se volete saperne molto di più, sulle sue opere, sulle sue mostre e i laboratori, potete visitare il sito “Io e il Tutto che mi attornia“.

Marhanima_Libri Senza Gloria
Marhanima_Libri Senza Gloria

POESIA SCULTURATA

La raccolta poetica di Marhanima si apre con gli interventi del dottor Sebastiano Tusa, Soprintendente del Mare, dell’architetto Alessandra De Caro, e con una poesia (Al ritmo del vento) firmata dall’editrice (Ed. Simposium), la poetessa Veronica Giuseppina Billone. Come anticipato nelle premesse dalla stessa autrice, ci sono diverse licenze poetiche in questa opera iniziata nel 2013 e terminata nel 2017.

Alle poesie, come già detto, si accompagnano le fotografie delle sculture e delle opere della Fileccia (con riferimento all’anno, alle dimensioni, ai materiali usati, ecc.), le quali spesso innestano un doppio, casuale significato semiotico con le stesse poesie riportate in calce: arricchiscono la lettura, spesso ne invertono il senso, aiutano ad entrare nel cuore delle righe. Per quanto le poesie che sono servite da ispirazione per la realizzazione delle opere sono tratte, come spiega l’autrice nella nota conclusiva, dai suoi precedenti libri: Sillabe nel Vento (2012) e La Giostra dorata del Ragno che tesse (2015), sempre edite da Simposium. Solo le poesie Sicilia grida e Incanto sono inedite.

SGUARDO di Giovanna Fileccia

MANDALA

Basta sfogliare l’elenco dei materiali usati dall’artista per le sue Poesie Sculturate per intendere come la sua creatività non sia mai monotematica: cartone, sabbia, conchiglie, legno, rame, ricami, pelle, stoffa, colori a cera, tela, Swarovski, tessuto, elementi bijoux, spago, specchio, rete di pescatori, alluminio, polistirolo, policarbonato, materiale plastico, alghe, sfera di vetro, elementi del mare. Oggetti che si sposano con le tematiche più disparate, quelle contenute nelle poesie: dalle creature marine alle divinità placide, dai pescatori ignari a quelli che sfidano la forza del mare, dall’inquinamento alla rivincita. Oggetti che tutti insieme concorrono a creare i cosiddetti mandala, dal sanscrito “centro o cerchio“.

Come spiega nella postfazione la psicoterapeuta Caterina Vitale il mandala è “la rappresentazione ideale dei rapporti che esistono tra l’universo e la mente dell’uomo“: se in senso generico i mandala rappresentano il bisogno ancestrale di ritrovare la dimensione spirituale, nello specifico sono l’autorappresentazione dell’artista sia a livello interiore sia a livello esteriore. Le Poesie Sculturate armonizzano quindi le forze caotiche della natura attraverso l’ordine della rappresentazione mandalica: dal caos a una cosmogonia simbolica dell’esistenza individuale e universale.

UTERO DELLA TERRA di Giiovanna Fileccia

FRAMMENTI

Il congedo è affidato a “Frammenti di recensioni” dei due precedenti volumi dell’autrice, e proprio “Frammenti” è forse la vera cifra stilistica di Giovanna Fileccia. Frammenti di mandala inconsapevoli: e se i mandala derivano dall’accettazione delle leggi cosmiche che regolano la nostra esistenza, possiamo forse qui riportare le cinque fasi dell’accettazione del lutto. Negazione, rabbia, patteggiamento, depressione e solo infine accettazione, sono a ben guardare cinque momenti topici dell’esistenza tutta, che tutti tornano nelle poesie che abbiamo letto.

Il richiamo del grande Blu è infatti uno scrigno colmo di emozioni, che la poetessa e scultrice esplora alla ricerca del vero mistero della natura, della storia, del sentimento umano.  Si percepiscono le onde in superficie, ma anche i dolori subacquei. Smarrendo ogni coordinata spaziale ma mantenendo salde quelle temporali, mette il mare e i suoi elementi in similitudine con gli uomini. Il mare è il luogo dove il conosciuto e il mistero si amalgamo, e in questa fusione di prosa e poesia ci viene restituita tutta l’inconoscibile energia che ne scaturisce.

Finito di leggere: lunedì 13 settembre 2021.

Nel salutarvi, vi invito a leggere Marhanima di Giovanna Fileccia, e a tornare su questa pagina per dirmi cosa ne pensate.

DAL SITO DI VINCENZO SACCO: librisenzagloria.com/marhanima-di-giovanna-fileccia/

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