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Intervento a cura di Giovanna Fileccia per la prima presentazione del libro. Venerdì 10 settembre 2021, ore 18.30, presso Villa Velymar, Trappeto (PA). Introduce l’editrice Veronica Giuseppina Billone. Intermezzi musicali del duo Kemonia.

IL MONDO ALLA ROVESCIA DI COMUNELLA
Relazione di Giovanna Fileccia
Ho già avuto il piacere nel 2017 di relazionare sul primo libro di Salvatore Tocco, Solitudini (la mia relazione la trovate nel mio blog) nel quale vi sono una serie di racconti dell’assurdo e dell’inquietudine. Anche Comunella narra vicende dell’assurdo ma che, per paradosso, non sono così tanto assurde poiché potrebbero accadere in ogni cittadina di Italia e non solo. L’inquietudine inoltre è qui sotterranea e serpeggia tra i tantissimi personaggi. E come se tutta la società sia inquieta solo che è una inquietudine nascosta, perché coperta dalla coralità che rappresenta l’elemento principe del romanzo. Gli abitanti di Comunella, dei quali facciamo conoscenza capitolo dopo capitolo, vivono le elezioni comunali con grande trepidazione, la politica è un miscuglio di parole, gesti, intenzioni e azioni del tutto contraddittorie. Il tran tran quotidiano dei comunellesi si interseca con alcuni misteri e parecchi delitti.

Il romanzo di Salvatore Tocco oltre a richiamare, come scrive Francesco Ferrante nel suo commento, a Pirandello, nello stile ma anche nell’idea in generale, richiama anche a: Verga – per le inflessioni linguistiche e l’accenno a Mastro Don Gesualdo e rosso malupilu -, Andrea Camilleri – nel ricreare un commissario che, guarda caso, è cugino di Moltalbano ma anche nel frammettere parole siciliane sparse qua e là. E poi Sciascia – con i delitti e le indagini e un chiaro richiamo al Giorno della Civetta tra lupare bianche e misteri sotterrati. E al più contemporaneo Andrea Vitali (Almeno il cappello, Olive comprese) per la coralità, il brio e la leggerezza dei dialoghi.
Nel leggere il romanzo salta all’occhio come nulla sia lasciato al caso, il narratore sa tutto e presenta i fatti con sagacia e leggerezza. A tratti ho avuto la sensazione che narratore e autore coincidessero, altre che fossero totalmente in disaccordo. In ogni caso sembra che per Salvatore Tocco sia fondamentale evidenziare l’ambiguità, il lordume e la pochezza dei protagonisti i quali hanno due propositi. Il primo: lasciare le nciurie ai vecchi marpioni del passato così da liberarsi da tali appellativi una volta per tutte; il secondo: candidarsi per le elezioni solo nelle liste civiche per dimostrare che i giovani sono uniti nel salvare Comunella dalla mafia. Salvatore Tocco si rivela un maestro nel riuscire a esporre più punti di vista e lo dimostra al capitolo Candidati. La visione del narratore è esterna al romanzo eppure, come voce narrante, è coinvolto tanto da partecipare attivamente dialogando con il lettore nella formula discorsiva: “quella mattina presto chi volete che circolasse per strada” .

Comunella è un romanzo di equivoci, di fraintendimenti, di paradossi, di iperbole; un romanzo dove la cultura, nel senso più stretto del termine di erudizione, è pressoché assente per dare spazio alla superficialità. Salvatore descrive, mostra, racconta e, soprattutto, gioca con le parole e con i personaggi. Ed è come se egli li conoscesse uno per uno: le descrizioni degli abitanti di Comunella sono talmente accurate che il lettore, io in questo caso, li ho guardati, immaginati, ho ascoltato le loro inflessioni linguistiche e ne ho accettato i tic e i vezzi.
Il linguaggio che Tocco ha scelto di utilizzare è crudo, arzigogolato eppure chiaro e scorrevole. In alcuni tratti il lessico è dozzinale, quasi volgare e, come un piatto di pasta e fagioli ben riuscito, è condito con una buona manciata di furbizia, di sarcasmo e ironia. Inoltre Salvatore ha sdoganato i rumori corporali che qui sono sottolineature colorite. Ha sdoganato parole che di solito non vengono dette o, se pronunciate, sono espresse con sinonimi più eleganti. Comunella non è un romanzo elegante nel senso che è rozzo e terra-terra: le vicende politiche, familiari e socio culturali di Comunella e di conseguenza dei suoi abitanti i quali sono così vicini al suolo-raso-terra da risultare, agli occhi del lettore, un ammasso di pedi ncritati.

Al capitolo In caserma si presenta a noi il commissario Montairbanu cugino del famoso Montalbano di Camilleri: hanno persino lo stesso nome e una fidanzata al nord Italia…

Nella sua prefazione Giovanni Ruffino scrive che il soprannome non può considerarsi una mera etichetta, ma un autentico contrassegno sociale. Ebbene, sappiate che le nciurie sono le vere protagoniste di Comunella perché dietro ogni nciuria… cosa c’è? C’è una persona, c’è una famiglia, c’è un difetto, c’è una caratteristica, c’è quel qualcosa che la comunità vuole mettere in evidenza per il perverso piacere di disprezzare. Nessuno è immune a tale gioco e ognuno, ogni giorno, si chiede: che può dire la gente?
L’autore ha deciso per Comunella un tempo che esiste solo in funzione di ciò che egli racconta: non c’è una logica cronologia dei fatti, non c’è una sequenzialità degli eventi ben definita; l’autore ha voluto attuare dei salti temporali perché per lui è come se il tempo, nonostante scorra e vada, in verità è come se fosse fermo o addirittura vada indietro divenendo esso stesso anacronistico e anarchico poiché nulla cambia nei comportamenti di chi calpesta l’isola dei Ciclopi. I Ciclopiani mantengono nel tempo e nello spazio le loro peculiarità con tutte le manchevolezze e le ridicolaggini.

Comunella è, quindi, un romanzo grottesco e allegorico. Una colossale presa in giro che oscilla tra la satira e la macchietta il cui fine è la costruzione di un’anarchia.
Già dalle prime pagine si nota quanto sia un libro al maschile. Le donne candidate a consiglieri comunali o assessori sono pochissime rispetto agli uomini: nel mondo ricreato da Salvatore la donna è l’oggetto del desiderio. Guardare l’incavo dei seni di una o le grazie esagerate di un’altra, scompigliano l’aria e la riempiono di odorosi fluidi alquanto conturbanti. Le donne sembrano esenti da macchinazioni e mafia spicciola, ma poi si scoprirà che.

E comunque Comunella è pregna di odori e profumi di donna e il seno femminile è un simbolo dei turbamenti che provoca nei masculi camunellesi. Tra l’altro i pizzini vertono tutti sul sesso e sul linguaggio scurrile.
In questo libro il dramma e il mistero si fondono con la politica e i politicanti. È la politica a guidare la comunità dei ciclopi: uomini e donne monoculari perciò di vedute ristrette che pensano al loro personale tornaconto alla faccia della comunità. Una caricatura satirica con tanto di circo e marionette. Salvatore con tratto piacevole districa una matassa più ingarbugliata delle radici di un ulivo secolare e conduce il lettore dentro vissuti grotteschi che, comunque, hanno un fondo di verità.
Giovanna Fileccia
Trappeto, 10 settembre 2021
QUI IL LINK DEL LIBRO: https://www.libreriauniversitaria.it/comunella-tocco-salvatore-edizioni-simposium/libro/9788899831141
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