Leggo e recensisco. Tre libri di Marco Scalabrino

MARCO SCALABRINO DA SÉ AGLI ALTRI E VICEVERSA

Di Giovanna Fileccia

Ho contattato Marco Scalabrino qualche settimana fa su indicazione di un amico comune il quale si disse certo che Marco avrebbe potuto aiutarmi nel risolvere un dubbio che avevo riguardo la traduzione di un verso della mia poesia Paradisu ʼn terra. E in effetti ciò che Marco in quell’occasione mi suggerì fu, tra i tantissimi suggerimenti e consigli pervenuti al mio post, quello che poi scrissi in calce alla poesia stessa.


Dopo qualche giorno ebbi il piacere di ricevere per posta un plico con alcune pubblicazioni di Scalabrino che per il contenuto ritengo siano più uniche che rare. Due dei tre volumi in particolare hanno suscitato il mio interesse poiché esulano dalla consueta pubblicazione autoriale – dei propri testi per intenderci – in quanto entrambi i libri contengono le poesie di altri poeti che Scalabrino stesso ha tradotto.


Il primo libro che vi sottopongo è una traduzione dal portoghese all’italiano di una raccolta della poetessa Inês Hoffmann, dal titolo Parto (Samperi editore). Marco Scalabrino ha curato il libro immergendosi in una poetica non sua e, soprattutto, nella poesia di una donna che ha conosciuto sia il dolore fisico che quello psichico, una poetessa che ha combattuto contro l’altro, ha combattuto contro il suo corpo e anche contro la sua mente. Il suono originale della lingua portoghese non risente del cambio di suono nella lingua italiana: Marco è riuscito a cogliere le sfumature, ha lasciato intatte le vibrazioni che i versi di Inês trasmettono conducendo il lettore, in questo caso me, dentro i patemi di una donna che nella sofferenza, nel marasma interiore, riesce, attraverso la poesia, a partorire sé stessa facendo pace con l’altra sé, una sé che istintivamente vorrebbe annientare l’altra parte di sé. Parto è una raccolta poetica che invoglia alla rinascita ed evidenzia quanto sia importante prendere forza da sé stessi per uscire dalle paludi del dolore.


E se con la raccolta poetica Parto Marco ha dato voce a una donna che sicuramente gli è affine, con l’altra raccolta poetica dal titolo Na farfalla mi vasau lu nasu (CFR Edizioni) dimostra una capacità davvero ammirevole. In questa raccolta, infatti, il Nostro ha pubblicato le poesie di autori del calibro di Charles Bukowski, Wislawa Szymborska, Quinto Orazio Flacco, non nella loro versione originale, ma da lui tradotte in siciliano lasciando, anche in questo caso, intatta la poetica di ogni autore nonostante le parole siano adattate all’idioma siculo.

Vorrei soffermarmi sul titolo scelto dal curatore stesso e che rivela un certo ghiribizzo, a sottolineare come un’idea arrivi improvvisa a baciarci sulla punta del naso. La farfalla che bacia il naso di Marco assume un significato insieme giocoso e serio, gioioso e attento perché se da un lato Scalabrino gioca a tradurre, dall’altro lato egli assimila le emozioni degli altri poeti e le fa sue.


Le composizioni poetiche curate da Marco Scalabrino sottintendono un attento e minuzioso lavoro, inoltre assumono un grande valore intellettuale per i siciliani, e non solo, poiché nel tradurre dall’inglese, dal portoghese, dallo spagnolo, per citarne alcuni, il trapanese Scalabrino rompe gli argini, demolisce i confini, ripropone nuovi schemi e fa in modo che la poesia assuma una valenza universale.


Il terzo libro che ho ricevuto da Marco è un saggio dedicato a un poeta molto amato e apprezzato. Il titolo è a lui dedicato Ignazio Buttitta con il sottotitolo dalla piazza all’universo (Edizione dell’Autrice). Il volume, per voce del curatore, narra la grandezza di questo uomo poeta nell’animo e in ogni fibra del suo essere. Scalabrino, qui in veste di saggista, fa un’accurata analisi della poesia del Buttitta: il ritratto comprende sia il suo essere artista, che la sua storia personale. Ne esce una descrizione particolareggiata e arricchita da immagini, alcune delle quali concesse dall’artista di Bagheria Carlo Puleo che, oltre a quest’ultimo, vedono il poeta Buttitta a fianco di illustri siciliani tra cui Renato Guttuso, Leonardo Sciascia e Salvatore Quasimodo.

Il saggio Ignazio Buttitta dalla piazza all’universo evidenzia la capacità di Scalabrino di rendere fluida la parola scritta, e per parafrasare il sottotitolo concluderei che Marco è partito da una piazza circoscritta, ha alzato lo sguardo, ha ampliato i propri orizzonti e si è immerso nell’arte letteraria altrui. E immergendosi tra le parole di altri autori Marco ha scovato parti di sé che ora sono diventate anche nostre. E per questo motivo mi sento di ringraziarlo.

Giovanna Fileccia
Terrasini, 30 agosto 2021

Questa mia recensione, come le altre in precedenza, oggi pomeriggio sarà pubblicata anche su Alessandria Today

Un commento

  1. L’ha ripubblicato su Alessandria today @ Web Media. Pier Carlo Lavae ha commentato:

    MARCO SCALABRINO DA SÉ AGLI ALTRI E VICEVERSA

    Di Giovanna Fileccia

    Ho contattato Marco Scalabrino qualche settimana fa su indicazione di un amico comune il quale si disse certo che Marco avrebbe potuto aiutarmi nel risolvere un dubbio che avevo riguardo la traduzione di un verso della mia poesia Paradisu ʼn terra. E in effetti ciò che Marco in quell’occasione mi suggerì fu, tra i tantissimi suggerimenti e consigli pervenuti al mio post, quello che poi scrissi in calce alla poesia stessa.

    Dopo qualche giorno 

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